Sergio Pugnalin


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CHITARRE

Attività artistica > Strumenti musicali > Chitarre

"Il primo amore non si scorda mai...". Si dice così, no..?
Beh, in effetti la chitarra è stata per me - se non il primo - un amore precoce...
Instradato da ragazzino lungo il sentiero della
chitarra classica, l'ho proseguito diligentemente (o quasi...), ma ho percorso quasi subito percorsi più o meno paralleli, esplorando quella che per me era la vocazione della chitarra, quella che mi aveva affascinato fin da subito: la natura adattabile, mutevole, l'identità cangiante... La sua forza e la sua debolezza a un tempo.

Il mio
approccio eclettico è quindi, nella mia concezione della chitarra, assolutamente connaturato allo strumento stesso.

Per questo motivo, sopravvissuto al percorso accademico, a differenza di molti colleghi - che hanno sviluppato un rapporto complesso, di amore/odio con lo strumento -
non ho appeso la chitarra al chiodo...
Pur dedicandomi sempre di più, da una decina di anni a questa parte, all'
universo dei liuti a plettro, continuo a considerare la chitarra una mia compagna fedele, un'amica e confidente (classica trasformazione della coppia...): inesauribile tavolozza, agevole block-notes, laboratorio infinito di spunti ed idee...



Le chitarre che attualmente suono sono:

- una
nylon spalla mancante della Yamaha, amplificata: non originale, non di alta fattura... ma estremamente comoda e versatile!

- una
steel, acustica amplificata, della Guild, modello degli anni Settanta: un po' "vissuta", ma sempre affascinante...

- una
gypsy "manouche" (modello Selmer-Maccaferri, insomma...), costruita da Pierre Fontaine di Parigi

- una
fretless con corde di nylon, naturalmente di casa Godin

Dettagli su questi strumenti, storie, stili e tecniche nelle singole sezioni relative.

Non suono più da anni, ahimè, la classica
Gallinotti che vedete nella foto qui sopra: mi è stata rubata qualche anno fa, a Torino, dopo anni di onorato servizio. Se qualcuno la vedesse in giro, me lo segnali..!

Continuo quindi felicemente a insegnare chitarra, con un percorso che viene in genere definito "etnico", ma che per me significa principalmente: "metti inviaggio la testa e le dita... imbracciando la tua chitarra!".

Dall'introduzione del mio metodo (virtuale):

"Infatti la chitarra viene intesa qui come strumento di confine per eccellenza, la migliore interprete di una vocazione multiculturale e multistilistica: strumento considerato a lungo debole e minore quanto a suono e a ruolo nella musica classica, ha saputo invece mutare la sua marginalità in forza nelle musiche di tradizione popolare, piegando il suono delle sue corde ai diversi stili, ai ritmi più complessi, alle melodie più variegate. Ha dimostrato un’adattabilità e una versatilità sorprendenti, diventando la fedele compagna di musicisti sparsi in tutto il globo, appartenenti a culture musicali diverse. Ha infine saputo spingere la propria elasticità fino a trasformare se stessa, più e più volte, adattando addirittura la sua struttura alle musiche che interpretava."


Per dettagli ulteriori si vedano
travellinguitar.com e kitharea.com.

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