Sergio Pugnalin


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Gypsy music

Attività artistica > Aree musicali

La musica gypsy, tzigana, zingara è difficilmente definibile: errante e nomade come il popolo che la esprime, essa si trasforma e si adatta ai vari luoghi in cui si trova, creando ogni volta delle commistioni, delle sintesi originali, con le espressioni musicali locali. Inoltre, essendo i Rom tradizionalmente "musicisti di professione", in molti luoghi dove si sono insediati hanno ricoperto proprio quel ruolo, contribuendo a mantenere in vita le tradizioni musicali locali, reinterpretate naturalmente secondo uno stile "gypsy" — contraddistinto spesso da un vistuosismo strumentale spinto, da una fitta ornamentazione, dal contrasto tra libertà e "tiro" ritmico...
Si pensi al caso del
flamenco in Spagna, o al celebre caso dei Rom d'Ungheria: quest'ultima situazione, che vedeva gli zingari come interpreti emblematici della musica ungherese, diede avvio alla polemica che coinvolse Bela Bartók nel secolo scorso...
Questo episodio, assieme a tante altre considerazioni simili, conferma la dissicoltà di tracciare un confine netto tra "musica Rom" e
molti stili musicali dell'Europa, che del contributo gitano si sono nutriti fortemente.

La tematica della "musica errante", così cara alla mia ricerca, ha spesso incrociato le vie dei Rom, le storie del loro spostarsi e del loro sostare.
Non a caso uno dei primi spettacoli tematici che ho concepito, proprio dal titolo "Musica Errante", narrava idealmente la storia della secolare migrazione dei Rom dall'India, loro probabile Pese d'origine, all'Andalusia.
I temi del viaggio e del meticciato culturale, insieme alla difficoltà di rinchiudere la "musica gypsy" in una rigida definizione, costituiscono per me motivo di fascino e fonte di stimolo.

Personalmente, oltre ai progetti "trasversali" citati, ho compiuto
ricerche dirette più approfondite nell'area del Rajasthan indiano, nella zona della Transilvania (regione dell'odierna Romania, ma di cultura gypsy ungherese), nell'Andalusia flamenca e a Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, in Camargue, dove ogni anno si riuniscono migliaia di Gitani e Manouche.

I links avviano una finestrella di pop-up e, dopo qualche secondo per il caricamento, la riproduzione: se avete qualche plug-in installato, nella finestrella saranno presenti i controlli di playback. Qualche link, dove indicato, rimanda invece al mio profilo Myspace.

Una Hora rumena , adattamento per trio di 2 gypsy guitars e mandolino di un brano di Jon Petre Stoican, registrato dal musicologo Robert Garfias alla fine degli anni Settanta nel Sudest della Romania.

Una Suite rom rumena, appresa dall'amico Ion "Mitìca" Bosnea, musicista Rom della Romania orientale: presenta nell'ordine una hora, un geamparà e una turceasca, tutte forme caratteristiche della zona suddetta. Esecuzione live del gruppo didattico CenTrad Ethoensemble, da me fondato e diretto, durante il Festival des Peuples Minoritaires del 2010.

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