Sergio Pugnalin


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Kesal Trio

Attività artistica > Ensembles&Concerti

I Kesal sono nati come duo alcuni anni fa, intorno alla figura di Raffaele Antoniotti, organettista e polistrumentista, e a quella di Anna Paola Zavattaro, artista eclettica. Interrotta l'attività per tre anni, in corrispondenza con il trasferimento della cantante/attrice in Francia, essi hanno ripreso a ricercare, provare ed esibirsi, questa volta in forma di Trio: Raffaele Antoniotti all'organetto diatonico e agli arrangiamenti, Anna Paola Zavattaro alla voce (cantata e recitata), Sergio Pugnalin alle chitarre e ai liuti.

Lo spettacolo cui il Trio sta attualmente lavorando è
Refrain, un concerto scaturito da una ricerca di canti tradizionali, condotta lungo la linea di confine tra la Francia e l'Italia del Nordovest. A questo repertorio, fatto prevalentemente di canti narrativi di tematica amorosa, legati da alcuni interventi recitati, si aggiungono alcuni brani strumentali solistici, cui si alternano Raffaele e Sergio: alcuni pezzi sono di composizione, altri provengono dalle varie tradizioni toccate.

"Kesal rappresentano una di quelle rare e felici combinazioni che possono nascere solo in musica. Un trio creato da un’autentica armonia degli opposti: voce solare e cristallina a volte calda e a volte aggressiva che sa attraversare le note con spirito gioioso in un idillio perpetuo; l'organetto che con spirito d'innovazione trasforma il passato in presente senza alterarne l'essenza e si avventura nel futuro alla ricerca costante di un significato più profondo; le corde che vibrano in uno spazio senza tempo, attuali, antiche, tristi o felici, in primo piano o solo presenti per ascoltare cio' che accade. Sempre memori di un ricordo risvegliato e riportato alla vita.

Il concerto fatto di sonorità moderne con un insieme di atmosfere più popolari creano l’eco di un’epoca di “Chansons Françaises” del terzo millennio.

Dopo un’attenta ricerca tra manoscritti e documenti sonori i Kesal esprimono le tradizioni della Valle d’Aosta con il linguaggio in uso all’epoca: francese e patois, lingua dei colti e lingua del popolo..."

"Una musica che vive nell’istante insieme ad un modo di porgere la voce non solo di natura estetica ma anche sociale che si nutre di una storia non molto lunga ma appassionata.

L’universo cantato dei testi è quello degli umili, di storie sconsolate, di sogni infranti trasmessi con voce segnata da straziante dolore. Ma è anche l’universo dei giochi, delle feste, delle grida euforiche dei bambini. E’ l’universo della quotidiana umanità vestita di cose semplici.

Accanto al nuovo ma conosciuto si affianca il nuovo e sconosciuto. Un modo nuovo di concepire l’essenza dell’organetto pieno di esposizioni filigranate, leggere e poi complesse e inquietanti. Il musicista si mette in gioco per dare vita a qualcosa di inatteso, una musica che con le sue sonorità viene permeata da una sottile vena blues per confondersi con ritmi funky e jazz.

Il concerto esprime i più accesi contrasti e le più leggere sfumature restando perennemente in bilico tra memoria e echi futuri"


I musicisti del
Trio Kesal portano in giro anche un altro spettacolo, più "leggero e funzionale", dedicato alla danza tradizionale dell'area italiana Nordoccidentale e francese. In tali animazioni da danza l'ensemble prende il mome di "Coup de foudre".

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