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Attività artistica > Strumenti musicali > Chitarre
La steel guitar, tipologia di chitarra nata al principio del secolo scorso negli USA, è anche detta anche "acustica" o "folk" — il primo termine forse per distinguerla dall'elettrica, sua cugina prossima e, contrariamente a quanto si crede, di ben poco più giovane; il secondo termine per assegnarla al repertorio genericamente "popolare", a distinguerla da quella "classica".
Dalla sua genesi, in mano ai chitarristi di old-time e ai bluesmen, su su fino ai folksingers e ai virtuosi di bluegrass, la chitarra acustica si è conquistata un posto di tutto rilievo nella storia della musica popolare del Novecento. Ha partecipato da protagonista alla grande stagione del folk americano fin dai suoi esordi, ed è stata al servizio di un po' tutto il revival dei repertori trazizionali, da quello americano a quello irlandese...
Oltre a questa storia più nota, e che la vede un po' come un'icona popolare, la chitarra con le corde di metallo ha visto, almeno dagli anni ottanta, uno sviluppo molto intenso del repertorio originale. Sviluppata da talentuosi chiitarristi-compositori, vale a dire interpreti brillanti di repertori tradizionali, arrangiamenti originali e composizioni proprie, questa "letteratura" è di varia qualità, ma sicuramente ha esplorato e ampliato di molto la gamma tecnica ed espressiva dello strumento.
Personalmente ho avvicinato lo strumento dei tardi anni Ottanta, grazie ad alcuni incontri con persone del cosiddetto "mondo folk" (per cui io, naturalmente, ero "il classico"...). Ulteriore impulso all'approfondimento me lo diede una serie di workshops tenuti da Beppe Gambetta, che oltre ad essere un ottimo musicista si rivelò anche un illuminato insegnante. Con lui praticai principalmente il fingerpicking, e non avvicinai ahimé il flatpicking (sua vera specialità) perché, per un chitarrista classico in formazione com'ero io (stavo dando il Compimento inferiore al Conservatorio), era già abbastanza deviante usare una chitarra acustica... figuriamoci il plettro..!
Beh, a riconoscenza per l'apertura intellettuale del mio maestro d'allora, Mario Bricca, ricordo delle trascrizioni di brani per liuto e voce di Monteverdi eseguite alla chitarra acustica, con tanto di capotasto e accordatura da liuto..! (non assicuro sull'esito estetico... ma lo spirito sperimentale c'era!).
Di quegli anni un'attività pubblicistica piuttosto intensa, che mi vedeva scrivere di chitarra acustica sulla rivista Seicorde (rivolta non a caso ai chitarristi classici).
Già allora, come oggi, mi accompagnava nell'avventura una fedele Guild D50 degli anni Sessanta... comprata naturalmente di seconda mano (non sono così vecchio!). Con essa ho continuato a lavorare sul fingerpicking, tecnica a dita che uso ampliamente oggi con i miei allievi di "chitarra indirizzo etnico"; ho ampliato l'utilizzo al flatpicking, da quando felicemente ho preso in mano il mio primo plettro — benedetto sia quel giorno. L'ho poi usata ampliamente nelle esperienze successive, particolarmente nella musica irlandese, con Marco Giaccaria, e nel repertorio old-time americano, scoperto grazie a Claudio Dina.
Dettagli sugli stili che utilizzo sulla chitarra acustica, sopratutto in ambito didattico didattico, su TRAVELLINGUITAR.
Di recente, nel contesto dei seminari di CenTrad, ho avuto modo di verificare e approfondire aspetti stilistici legati ai due repertori — il primo con Steve Duck della Tradschool di irish music www.tradschool.com, il secondo con Wayne Erbsen della Nativeground , South Carolina www.nativeground.com
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Per chi desiderasse ascoltare alcuni esempi dell'utilizzo di questo strumento, ecco qualche registrazione. |
Un Medley di due canzoni old-time, suonato con Claudio Dina (alla voce, banjo e violino). I brani sono le celeberrime Cluck old hen e The cuckoo. |
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Un Medley di reels irlandesi, segnatamente Swinging on the Gate e Cooley's, in un arrangiamento in fingerstyle (acc DGDGBE e capo VII). |
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Un Medley strumentale old-time a chitarra sola, appreso sempre da Claudio Dina, appassionato ed esperto del genere. I brani inanellati sono due marce e un reel finale, dal titolo Coleman's march e Bonaparte Retreat. |